
Il Salvagente è un importante settimanale che si occupa dei diritti e delle scelte dei consumatori e, nell’ultimo numero, ha dedicato un’articolo a ZeroRelativo e la nostra sezione Kindergarten & Bebè, dedicata agli scambi per i “piccoli consumatori”. Ecco di seguito l’articolo, firmato da Linda Grilli.
Il giocattolo? Barattiamolo
di Linda Grilli
Perchè gettare i giocattoli “dismessi” ma ancora funzionanti? O nascondere in fondo al garage la prima biciclettina, ormai troppo piccola, ma sempre in ottimo stato? E dove mettere i vestitini, usati pochissimo, ma decisamente troppo stretti (o troppo corti) per essere ancora indossati? Se anche a voi dispiace buttare queste cose e non conoscete nessuna associazione disposta a raccoglierle per regalarle, ecco un’idea davvero insolita e divertente, nella quale potrete coinvolgere e divertire anche i bambini.
Stiamo parlando del baratto, ovvero lo scambio di beni senza l’uso di moneta: una pratica antica, che si perde nella notte dei tempi, oggi rispolverata in chiave tecnologica sul sito internet di ZeroRelativo, www.zerorelativo.it. Qui i bambini - nella sezione Kindergarten & Bebè appositamente creata - potranno divertirsi, con l’aiuto di genitori o degli insegnanti, a scambiare giocattoli, vestiti, attrezzature per il tempo libero, vecchi libri e altri oggetti di uso quotidiano.
Spiega Paolo Severi, responsabile del sito: “I bambini non sono ancora influenzati dal valore economico degli oggetti: scambiano cose con facilità, proponendo trattative con grande naturalezza a seconda dei vari bisogni. A una fiera sul consumo sostenibile, abbiamo conosciuto una bimba che, per il suo palloncino, voleva tutto quello che era esposto. Una vera affarista. Ma anche il bambino, più grande, che disposto a cedere un furgoncino trainato dalla corda per un libro di fiabe”.
Il baratto, dice Severi, presuppone il riuso degli oggetti; “E’ un azione che racchiude un gesto ad alto valore educativo. Cappottini, corredini, passeggini, giocattoli e tutti gli oggetti del bambino “consumista”, spesso vengobno ammucchiati in un angolo della casa: attraverso il nostro sito possono essere scambiati o donati. Ed è veramente un piacere farlo in compagnia dei genitori o, in alternativa, con i compagni di classe sotto la supervisione dell’insegnante”. Se l’idea vi piace, ecco come funziona.Per prima cosa ci si registra sul sito, poi si mettono online le foto e la descrizione dettagliata dell’oggetto che si desidera scambiare. Il passaggio successivo è la scelta tra le diverse condizioni di scambio: accettare qualsiasi proposta di scambio e valutare quelle che arrivano; accettare scambi solo con un certo oggetto richiesto; donare l’oggetto senza pretendere nulla in cambio. I contatti fra gli “acquirenti” vengono gestiti in modo telematico, nel pieno rispetto della privacy: una volta concluso il baratto, si concordano le modalità di consegna del bene e il gioco è fatto. Generalmente gli oggetti vengono spediti, ma ci si può anche accordare per il ritiro di persona, magari con l’occasione di una bella merenda. Il sistema è gratuito al 100%: le inserzioni inserite saranno valide - e quindi visibili online - per 30 giorni, poi è necessario rinnovarle.
Il Fai è d’accordo e ha un progetto
Il baratto fra bambini proposto da ZeroRelativo piace anche al FAI, il Fondo per l’Ambiente Italiano. Detto e fatto: l’associazione di tutela del patrimonio artistico, culurale e naturalistico d’Italia lo ha inserito - come esempio da mettere in pratica nel percorso interattivo “Nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma” - nel progetto Fai la tua parte! Acqua & Energia, rivolto agli alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado e realizzato in partnership con Indesit Company. Partecipare al progetto è semplice: basta richiedere al Fai il kit guida più cd rom interattivo con le informazioni, gli spunti di lavoro e i suggerimenti comportamentali sul tema dell’acqua e dell’energia. Il materiale può essere utilizzato a scuola e a casa per mettere in praticoa le conoscenze acquisite e condividerle con la famiglia. Le classi possono anche creare un proprio carnet di buone azioni convalidate dall’insegnante: tra le migliori comunicate al Fai, alcune saranno tradotte in azioni ecologiche concrete di rispetto ambientale. Per le informazioni: Fai, viale Coni Zugna 5, Milano; tel. 02/4676151, e-mail internet@fondoambiente.it.
Lo staff di ZeroRelativo


